CATASTROFI NATURALI E ASSICURAZIONE ITALIANA
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CATASTROFI NATURALI E ASSICURAZIONE ITALIANA

 

189 catastrofi naturali che hanno determinato, a livello mondiale, perdite economiche per 170 miliardi di euro. Sono i numeri degli eventi del 2020, anno che ha registrato non solo la pandemia ma anche catastrofi naturali come incendi in Alaska, California e Australia, forte siccità e un'intensificazione dello scioglimento dei ghiacci senza precedenti.

 

A restituire il quadro degli eventi catastrofici nel 2020 è il rapporto Sigma Swiss Re 2021, riportato ne "L'Assicurazione Italiana 2020 - 2021" il rapporto pubblicato annualmente dall'ANIA - Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici con una relazione sull'evoluzione e l'andamento dell'attività assicurativa in Italia.

 

Sono gli Stati Uniti e l'Australia i Paesi più colpiti: il primo a causa dei violenti uragani che si sono abbattuti sulla costa est dell'Atlantico e degli incendi boschivi, il secondo a causa della gravissima siccità, incendi e tempeste senza precedenti. 

 

In questo scenario, il settore assicurativo ha contribuito al ripristino di danni per un importo superiore a 72 miliardi (il quinto importo più alto sino ad ora rilevato dagli studi Sigma) e si tratta di un valore più alto della media annuale dei 10 anni precedenti che è pari a 65 miliardi. 

 

Nonostante l’importante intervento del comparto assicurativo, il gap di protezione da colmare rimane ancora elevato per le esposizioni sia ai rischi primari sia a quelli secondari. Nel 2020, il protection gap globale (calcolato tenendo conto sia dei danni determinati dagli eventi naturali che dall’uomo) è risultato pari a 100 miliardi di euro (+30% rispetto a quello registrato nel 2019, quando era pari a circa 77 miliardi), il 96% circa dei quali relativi ad eventi cat-nat; il gap del 2020 è risultato comunque inferiore rispetto alla media dei precedenti 10 anni (pari a circa 127 miliardi). 

 

UNO SGUARDO ALL'EUROPA.

 

Il rapporto "Counting the cost 2020: a year of climate break down"  analizza i dieci eventi climatici più estremi occorsi durante l’anno: in cima alla lista degli eventi più severi del 2020 si collocano le tempeste “Ciara” e “Alex”, la prima abbattutasi su Irlanda, Regno Unito e Nord Europa a febbraio 2020 e la seconda che ha colpito a ottobre la Francia meridionale e le aree frontaliere di Piemonte e Liguria. Insieme, hanno totalizzato danni per quasi 6 miliardi di dollari.

 

E l'Italia? Nel nostro Paese il 70% del territorio è esposto al rischio sismico e idrogeologico e l’innalzamento atteso della temperatura e dell’intensità delle precipitazioni determineranno inevitabilmente un aggravamento del rischio alluvionale.In base a quanto emerge dal rapporto “Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in Italia”, realizzato dalla Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e pubblicato nel 2020 che rappresenta la prima analisi integrata sul rischio climatico in Italia, questa situazione inciderà negativamente sul PIL nazionale, colpendo i principali settori produttivi: in primo luogo il settore agricolo e poi quello ruristico.

 

Per far fronte a questa situazione, la Commissione europea ha proposto una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici, tracciando il cammino da percorrere per affrontare gli effetti dei sempre più ricorrenti eventi catastrofali. Tra le linee di azione suggerite, quella di colmare il gap di protezione assicurativa nell'ambito dei rischi climatici: la Commissione europea ha fatto presente la necessità di promuovere il più possibile schemi assicurativi nazionali contro le catastrofi naturali e di potenziare il lavoro di monitoraggio e coordinamento già in corso a livello UE, annunciando la sua intenzione di avviare un dialogo approfondito con le parti interessate a partire dalle imprese assicuratrici.

 

LA COPERTURA ASSICURATIVA IN ITALIA

 

Dalla rilevazione PERILS sulle esposizioni assicurate contro i rischi catastrofali in Italia, per l’anno 2021, alla quale partecipa oltre il 70% del mercato in termini di volume dei premi assicurativi sull’incendio, si stima che:

– per quanto riguarda i rischi commerciali, tenuto conto delle partite fabbricato, contenuto e danni indiretti, l’esposizione complessiva sia pari a circa 768 miliardi per il terremoto (-2,3% rispetto al 2020) e 746 miliardi per l’alluvione (-4,4% rispetto al 2020), al netto dei limiti contrattuali previsti dalle coperture assicurative. Si contano inoltre circa 813.000 unità di rischi commerciali assicurati contro il terremoto e 815.000 contro l’alluvione. Infine, la regione che contribuirà più di tutte alla crescita delle esposizioni nette assicurate contro entrambe le tipologie di rischio risulta essere la Lombardia;

– con riferimento ai rischi residenziali, tenuto conto delle partite di fabbricato, contenuto e danni indiretti, l’esposizione risulta pari a circa 224 miliardi per il terremoto (+12,4% rispetto al 2020) e a circa 103 miliardi per l’alluvione (+14,5% rispetto all’anno precedente), al netto dei limiti contrattuali previsti dalle coperture assicurative. Si contano 738.000 unità di rischi residenziali assicurati contro il terremoto e 270.000 contro l’alluvione, presumendo dunque che gran parte dei rischi residenziali assicurati per le alluvioni lo siano anche per il terremoto. 

 

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