Global Risk Report 2022
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Global Risk Report 2022

 ll World Economic Forum ha pubblicato la diciassettesima edizione del Global Risk Report, basato sul sondaggio condotto tra esperti e decision-maker dei vari settori dell’economia globale sulla percezione dei rischi a livello internazionale. Sono sei le direttrici lungo le quali si concentrano le potenziali problematicità identificate, nello specifico:

- Una ripresa economica divergente e diseguale. Nonostante lo shock pandemico sia stato parzialmente assorbito, l’espansione dell’economia mondiale è minacciata da alcuni fattori, come la crescita dei prezzi delle materie prime, dell’inflazione e il debito accumulato negli ultimi anni. Inoltre, i disomogenei livelli di vaccinazione dei cittadini e di capacità di adattamento al contesto pandemico rischiano di porre i diversi paesi su traiettorie divergenti di crescita, rendendo più difficile la cooperazione internazionale. Le disparità sociali accresciute dalla pandemia, infine, rappresentano un ulteriore elemento di preoccupazione.

- Una transizione climatica turbolenta. La transizione verso un’economia più sostenibile da un punto di vista ambientale è una delle sfide del nostro secolo. Tuttavia, un impegno scarso e scostante nella transizione climatica rischia di amplificarne le problematicità. Se, da un lato, insistere nello sviluppo di settori inquinanti è una strategia costosa e inefficiente, è comunque vero che una riconversione improvvisa e non opportunamente gestita potrebbe avere spiacevoli effetti sociali.

- Sicurezza digitale. La pandemia ha accelerato sensibilmente l’adozione di soluzioni digitali in ogni parte della società. La transizione digitale, pur essendo fondamentale per aumentare la produttività e migliorare la qualità delle nostre vite, pone però dei rischi legati alla cybersecurity. Gli attacchi, le truffe e le minacce in questo ambito sono cresciuti enormemente e, per proteggersi e prevenire i danni, sarà necessario affrontare nuovi costi.

- Pressioni migratorie. A livello mondiale, nel 2020 si son registrati più di 34 milioni di persone espatriate per via di guerre e conflitti, un record storico. Allo stesso tempo, però, gli effetti della pandemia, un crescente protezionismo politico-economico e nuove dinamiche nei mercati del lavoro hanno reso ultimamente più difficoltosi i movimenti migratori. Questo irrigidimento rischia di provocare tensioni ai confini, strumentalizzazioni geopolitiche dei migranti e maggiori rischi e difficoltà per i migranti e i rifugiati. Infine, da un lato, le famiglie dei migranti rimaste nei paesi di origine potranno fare meno affidamento sulle rimesse, con crescenti difficoltà economiche; d’altro canto, i paesi di destinazione potrebbero avere difficoltà nel reperire specifiche professionalità sul mercato del lavoro interno.

- Uno Spazio sempre più affollato. Lo sfruttamento dello Spazio a fini commerciali è in rapida crescita. L’ingresso di nuovi attori nel business dei satelliti commerciali sta rivoluzionando alcuni mercati, come i servizi di comunicazione via internet. Questo rapido sviluppo del settore pone sfide di governance e, probabilmente, rende obsoleti gli attuali assetti regolamentari. Se non gestito, il fenomeno potrebbe accrescere alcuni rischi legati, per esempio, alle possibili collisioni tra satelliti. Un aspetto che non va sottovalutato e che potrebbe portare a rischi geopolitici, inoltre, è lo sfruttamento dello Spazio in chiave militare.

Capacità di resilienza pandemica. Dopo due anni di pandemia sono emersi chiaramente due aspetti fondamentali nella gestione del rischio pandemico da parte dei governi e delle istituzioni. In primo luogo, si è dimostrata dirimente la capacità di prendere decisioni rapidamente e di adattarsi proattivamente al mutare delle condizioni di contesto. Inoltre, è risultato importante preservare e alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni con decisioni ben motivate e ben comunicate. Venir meno a tali principi può essere considerato un rischio rilevante.

 

Il rapporto 2022 è dominato dai rischi ambientali. Il fallimento dell’azione climatica, gli eventi meteorologici estremi, la perdita di biodiversità e il collasso dell’ecosistema sono stati considerati i primi tre dei dieci principali rischi globali in termini di gravità nei prossimi 10 anni. Gli intervistati segnalano anche un generale senso di inquietudine riguardo al futuro. Meno del 16% è “ottimista” o “positivo” riguardo alle prospettive per il mondo. 

 

Borge Brende, presidente del World Economic Forum , invita ad una mobilitazione rapida e decisiva sullo stato del mondo ricordando che il nostro pianeta è in fiamme e dobbiamo affrontarlo. Conclude con un avvertimento "i rapporti sui rischi mostrano che il costo dell'inazione supera di gran lunga il costo dell'azione" e suggerisce che mentre "ci stiamo muovendo nella giusta direzione, non ci stiamo muovendo abbastanza velocemente".

 

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